martedì 30 dicembre 2008

ALCUNI CENNI STORICI SU UDINE

UDINE

Storia

Capitale della regione storica del Friuli, abitata dal Neolitico, accrebbe presto la sua importanza grazie al declino di Aquileia prima e Cividale poi. Citata in occasione della donazione del castello cittadino da parte dell'Imperatore Ottone II nel 983 con il nome di Utinum, nel 1238 divenne sede del Patriarca di Aquileia. Grazie al Patriarca Bertoldo di Andechs che si trasferì da Cividale a Udine dove fu costruito il palazzo patriarcale, Udine divenne la città più importante della regione per il commercio e i traffici a scapito di Aquileia e Cividale.

La guerra civile del 1511

La città di Udine fu interessata, a partire dal 27 febbraio 1511, da una guerra civile che si rivelò sanguinosa e che si estese presto a tutto il Friuli. Ad aggravare le condizioni della popolazione fu, nei giorni immediatamente successivi, un violento terremoto in seguito al quale si svilupparono numerosi incendi ed il crollo del castello cittadino. Buona ultima, giunse poi la peste a far sì che la situazione peggiorasse ulteriormente[

Dal dominio veneziano a oggi

Sotto il dominio della Repubblica Veneta dal 1420 al 1797 Udine divenne la seconda città della Repubblica per importanza, alla parentesi francese dovuta alle campagne napoleoniche seguì il passaggio al Regno Lombardo-Veneto sotto l'Impero austriaco dopo la Restaurazione ed infine l'annessione al Regno d'Italia nel 1866.

Durante la prima guerra mondiale Udine fu, fino alla disfatta di Caporetto, sede dell'alto comando italiano, tanto da ricevere l'appellativo di "Capitale della Guerra". Nel primo dopoguerra divenne capoluogo della Provincia del Friuli, che comprendeva l'allora provincia di Gorizia (fino al 1927), e le attuali province di Pordenone (fino al 1968) e Udine. Dopo l'8 settembre 1943 venne posta sotto la diretta amministrazione del III Reich che cessò con la fine dell'occupazione tedesca nell'aprile 1945.

Onorificenze

La città è stata decorata con la croce al merito di guerra (1915-1918). Udine è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Fedele alle tradizioni dei padri, anelante a riscattarsi dalla tirannide e a rinascere a libertà, il popolo Friulano, dopo l'8 settembre 1943, sorgeva compatto contro l'oppressione tedesca e fascista, sostenendo per 19 mesi una lotta che sa di leggenda. A domarne la resistenza, il tedesco guidava e lanciava, in disperati sforzi, orde fameliche di mercenari, mentre il livore fascista a servizio delle barbarie tradiva il generoso sangue del popolo. La fede ardente e l'indomito valore delle genti Friulane vincevano sulle rappresaglie, sul terrore, sulla fame. Nelle giornate radiose dell'insurrezione, i suoi ventimila partigiani, schierati dai monti al mare, scattavano con epico eroismo per ridonare a vita ed a libertà la loro terra. Duemilaseicento morti, milleseicento feriti, settemila deportati, ventimila perseguiti sentono ancora nello spirito le ansie e i patemi e nelle carni il bruciore delle ferite e delle torture, testimoniano il cruento e glorioso sacrificio offerto dal popolo, alla madre comune, e dai roghi ardenti dei paesi distrutti si leva al cielo la sacra fiamma dell'amore per l'Italia e per la libertà.[4]»
a città è stata decor
utti si leva al cielo la sacra fiamma dell'amore per l'Italia e per la libertà.[4]»
— Settembre 1943 - maggio 1945

Tra i monumenti più famosi: il Castello sito su di un colle che domina la città, il Duomo, la Loggia del Lionello, il Palazzo Arcivescovile con gli affreschi del Tiepolo, il più grande pittore italiano del '700, le eleganti piazza Libertà in stile veneziano e piazza San Giacomo, che rappresenta il cuore cittadino assieme a via Mercatovecchio. Per quanto riguarda le opere moderne, da segnalare il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, inaugurato nel 1997.

Loggia del Lionello

Affacciata sulla centrale piazza Libertà, è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i cui lavori iniziarono nel 1448 ad opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell'orafo Nicolò Lionello e terminarono nel 1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, a seguito del rovinoso incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata da Andrea Scala che tenne fede ai disegni originali. Gran parte delle opere che erano presenti all'interno sono ora conservate nel museo della città. Fra queste ricordiamo il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con Bambino di Giovanni Antonio de' Sacchis, datata 1516.

Loggia e Tempietto di San Giovanni

Di fronte alla Loggia del Lionello si trovano la Loggia ed il Tempietto di San Giovanni, erette nel 1533 dall'architetto lombardo Bernardino da Morcote. La loro realizzazione comportò numerosi problemi, sia sul piano urbanistico che pratico. L'opera che ne risultò ha un vago sapore brunelleschiano. La chiesa, inizialmente dedicata a San Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti.

Torre dell'Orologio

Sempre nella piazza Libertà troviamo questa torre, costruita da Giovanni da Udine nel 1527. Alla sua sommità troviamo i due mori che battono le ore, sculture datate 1850. Immediata risulta la somiglianza con la più celebre torre di piazza San Marco a Venezia.


Chiesa di Santa Maria in Castello

Da piazza Libertà si prosegue lungo la salita del Castello, dove poi si attraversa l'arco Bollani, del 1556, progettato da Andrea Palladio e sormontato dal leone di San Marco. Si percorre quindi la Loggia detta del Lippomano, datata 1487. Si giunge così alla chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città, costruita in un sito che probabilmente ospitava già in passato un luogo di culto: alcuni frammenti rinvenuti, tra cui un Cristo Logos, ne presuppongono la costruzione in epoca longobarda, anche se la costruzione attuale rivela un impianto romanico, databile XII secolo.

All'interno, l'opera d'arte più importante sono gli affreschi dell'abside destro, del XIII secolo, raffiguranti una Deposizione dalla croce nel catino absidale, e la serie dei Dodici apostoli nel semicilindro, opera di maestranze provenienti dalla Baviera. La facciata è stata rifatta da Gaspare Negro all'inizio del XVI secolo, mentre il campanile, iniziato dallo stesso Negro, fu concluso da Giovanni da Udine nel 1539. Il campanile è sormontato da un angelo girevole con l'indice puntato ad indicare la direzione dei venti e con i suoi 43 metri di altezza, dall'alto della collina del castello domina la vasta pianura friulana.

Alla chiesa di Santa Maria è addossata la Casa della Confraternita, edificio medievale restaurato nel 1930.


Il Castello

L'imponente costruzione domina il colle e l'intera città di Udine. Da tempo immemorabile, era presente sul colle un sito fortificato testimoniato dai resti neolitici e romani ritrovati sul colle del castello. Dopo numerosi rimaneggiamenti quest'ultimo fu gravemente danneggiato nel terremoto del 1511. Il 2 ottobre 1517 fu dato avvio alla ricostruzione, che tuttavia si protrasse a lungo nel tempo, per mancanza di fondi, vastità e complessità dei lavori. Questi vennero inizialmente affidati a Giovanni Fontana, che però lasciò la città rinunciando all'incarico nel 1519. L'aspetto romano-cinquecentesco dell'edificio, che lo rende più simile ad una residenza signorile che ad una infrastruttura militare, è dovuto all'intervento di Giovanni da Udine, che, a partire dal 1547, riprese e portò a termine il cantiere. Altre modifiche interne furono apportate nei secoli successivi per poterlo adibire agli usi più vari: carcere, caserma, sede municipale, ecc... Non tutti lo sanno, ma nel castello di Udine è presente una delle sale del parlamento più antiche d'Europa.

Civici musei e gallerie di storia e arte

Dal 1906 il Castello è sede dei Civici Musei e delle Gallerie di Storia e Arte. La Galleria d'arte antica raccoglie dipinti e statue provenienti da chiese, case e palazzi della regione, così da permettere al visitatore di seguire con sufficiente agevolezza l'evoluzione dell'arte nella zona, specie nel periodo dal XV al XVIII secolo. Nel marzo del 2007 è stata restituita da Venezia, dopo una lunga contesa istituzionale tra i due comuni che ha visto perfino una raccolta di firme a favore della restituzione, la tela di Vittore Carpaccio "Cristo e gli strumenti della passione", realizzata a fine ‘400 per la chiesa di San Pietro Martire. Il dipinto da oggi è nuovamente esposto nella pinacoteca antica dei Civici Musei dei Castello.

Galleria d'Arte Moderna

Ospita opere di artisti friulani, in particolare dei tre fratelli Basaldella, Afro, Mirko e Dino, inoltre vi è confluita la collezione Astaldi, con opere dei maggiori pittori moderni italiani (Guttuso, Fontana...), che ne fanno uno dei più importanti musei d'Italia per l'arte moderna.

Duomo

er volere del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, nel 1236 si iniziò ad edificare l'attuale cattedrale, allora dedicata a San Odorico e modellata secondo esempi francescani. Nel 1257 l'edificio era già adibito al culto; nel corso degli anni vi furono apportate varie modifiche, finché nel 1335 fu consacrata con il titolo di Santa Maria Maggiore. Nel Settecento, infine, venne quasi completamente trasformato. All'inizio del Novecento un restauro ha tentato di ridare alla facciata una veste trecentesca. Annesso al Duomo vi è il campanile, costruzione piuttosto tozza poggiante sul preesistente battistero, iniziato nel 1441 su un progetto di Cristoforo da Milano; nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto raggiungere in altezza il campanile del castello che, in quanto posto su di una collina, raggiunge un'altezza molto più elevata; alla sua sommità sarebbe stata collocata una Madonna che, dialogando con l'angelo posto proprio sulla sommità del campanile del castello, avrebbe richiamato il tema cristiano dell'Annunciazione, ma sia per l'arditezza del progetto che soprattutto per la carenza di materiali da costruzione il progetto fu bloccato ed il campanile assunse l'attuale forma tozza.

Santuario della Beata Vergine delle Grazie

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, meglio conosciuto come Madonna delle Grazie, è una delle più importanti chiese di Udine, situata in pieno centro città.

La chiesa, la cui opera di costruzione iniziò nel 1495, fu ampliata dai frati Servi di Maria, a cui si deve anche la costruzione del convento. La chiesa attuale risente dell'intervento di Giorgio Massari (1730) che ripeté qui lo schema della chiesa dei Gesuiti di Venezia.[5]

Scorcio di piazza San Giacomo, il cuore della città

Le opere più interessanti sono quelle legate alla devozione popolare. Alla pietà mariana si accompagna l'offerta di ex-voto: la raccolta di questi ultimi in pittura e oreficeria che il convento possiede è la più importante della Regione. Particolarmente caratteristica è la Maschera del Diavolo, quattrocentesca armatura di pregio, legata ad una curiosa leggenda popolare.

Chiesa di San Giacomo

Eretta alla fine del Trecento, è situata nell'antica piazza delle Erbe, oggi piazza Matteotti, ma più conosciuta come piazza San Giacomo, dove ogni sabato si tiene il mercato.

Chiesa di San Cristoforo

Qui si può ammirare il bel portale in puro stile rinascimentale scolpito nel 1518 dallo scultore lombardo Bernardino da Bissone.

Palazzi

alazzi

Palazzo Arcivescovile

È il più celebre tra i palazzi della città. Il corpo centrale dell'edificio fu costruito nel corso del XVI secolo, quando i patriarchi di Aquileia, non potendo più risiedere in Castello, si cercarono un'altra residenza in città. Nel 1708 il Patriarca Dionisio Delfino chiamò l'architetto Domenico Rossi, che costruì l'ala con la biblioteca e la scala in ovato, innalzò il corpo centrale realizzando il portale, ultimò l'ala nord e, nel 1725, le scalone d'onore. Il Palazzo è sede, dal 1995, del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, che presenta una ricca raccolta di sculture lignee, risalenti al periodo che va dal XIII al XVIII secolo, provenienti dalle chiese della Diocesi. Ma il Palazzo è noto soprattutto per gli affreschi di Giovanni Battista Tiepolo, che possono essere considerati l'opera d'arte più insigne della città. Tiepolo fu chiamato dal Patriarca Dionisio Delfino nel 1726, per affrescare nello scalone d'onore la "Caduta degli angeli ribelli", un'opera di gusto tardobarocco, con una tavolozza ancora scura, ed effetti scenografici ottenuti con rilievi a stucco. Tra il 1727 ed il 1729 il Tiepolo affrescò nella Galleria gli episodi di "Agar nel deserto", del "Sacrificio di Isacco", del "Sogno di Giacobbe", e poi ancora "Abramo e gli angeli", "Rachele che nasconde gli idoli" e "L'angelo che appare a Sara". In questo ciclo di affreschi lo stile del pittore veneziano muta rapidamente. La tavolozza si schiarisce, avvicinandosi a colore e luminosità di un Paolo Veronese. Rinuncia ad effetti scenografici ancora barocchi, ed inserisce brani paesaggistici che dimostrano una crescente attenzione per il reale. Una curiosità: il Tiepolo si autoritrae nella figura di Giacobbe. Gli affreschi della Sala del Trono (ritratti di Patriarchi di Aquileia) e della Sala Rossa ("Giudizio di Salomone") sono del 1729. Notevole quest'ultimo affresco dove, per la particolarità del contenitore (una sala grande, ma con il soffitto basso) il pittore adotta soluzioni prospettiche ardite. Il Palazzo ospita anche la Biblioteca Delfino, istituita nel 1709 dall'omonimo Patriarca, costituita da una piccola ma ricca collezione: 22.000 volumi, tra cui vari manoscritti e 140 incunaboli. Altri affreschi, attribuiti a Giovanni da Udine, si trovano nella sala azzurra.


Palazzo della Provincia

Il palazzo della Provincia (Antonini-Belgrado), che si trova ai lati del palazzo Arcivescovile, all'interno è affrescato con scene storiche e mitologiche di particolare pregio.

Palazzo Antonini

Ora sede della facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Udine, fu realizzato da Andrea Palladio nel 1556 su commissione del conte Floriano Antonini. La costruzione si protrasse fino al XVII secolo. Il progetto rimane un'importante testimonianza della geniale tematica del Palladio, sebbene l'edificio sia stato radicalmente modificato nel corso del tempo.

Palazzo del Comune

Tipico esempio d'architettura del XX secolo è il palazzo del Comune, sorto per opera del friulano Raimondo D'Aronco. Iniziato nel 1911 e ultimato nel 1932, è testimonianza della capacità inventiva di questo rappresentante dello stile Liberty.

Parchi

  • Parco del Cormôr: sorge lungo l'omonimo torrente, e si sviluppa anche nei comuni di Martignacco, Campoformido e Pozzuolo del Friuli.
  • Parco del Torre: sorge lungo l'omonimo torrente, e si sviluppa anche nel comune di Remanzacco.
  • Parco urbano "Alfredo Foni" (più comunemente conosciuto come "parco Moretti"): sorge nell'area un tempo occupata dallo stadio Moretti.
  • Parco della Rimembranza: costeggia per tutta la lunghezza Via Diaz, da Viale della Vittoria a Viale Trieste.
  • Parco Loris Fortuna: piccolo parco a fianco la centrale Piazza Primo Maggio.
  • Parco Ilaria Alpi: parco attrezzato con campo da tennis, campo da basket e giochi per i bambini, in via Melegnano

Dialetto udinese

Il dialetto udinese era peculiare della città, dove, diversamente dalle zone circostanti, si usava una parlata di tipo veneto con forti influenze provenienti dal friulano. Negli ultimi decenni, però, questo dialetto è caduto sempre più in disuso, ed allo stato attuale è pressoché scomparso, dato che le nuove generazioni non lo parlano più preferendogli la lingua italiana o quella friulana.

Questo dialetto è stato parlato solo da poche generazioni di udinesi: prevalentemente quelle nate nella prima metà del secolo scorso. È in parte legato alla presenza storica di Venezia ma deve la sua origine a una "sua" funzione sociale: distinguere gli abitanti del centro città dalla periferia e dagli abitanti della campagna. Serviva quindi agli abitanti del solo centro città ad assumere - o almeno loro lo pensavano - uno status sociale superiore rispetto agli udinesi della periferia e ai contadini della campagna che parlavano friulano.

Qualità della vita

Udine è ai primi posti in Italia nella classifica della qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore, classificandosi nel 2007 al 10º posto [7]

Cultura [modifica]


Dalla fine degli anni settanta la città di Udine è sede universitaria. L'Università degli studi di Udine è stata fondata nel 1978 nell'ambito degli interventi per la ricostruzione del Friuli in seguito al terremoto del 1976. L'istituzione dell'Università era stata richiesta da ampie porzioni della popolazione, degli intellettuali e dei politici friulani. A supporto dell'iniziativa erano stare raccolte 125.000 firme, si concretizzava così il lavoro del Comitato per l'Università Friulana, attivo fin dal 1972. In particolare, l'Ateneo ha promosso la costituzione del Parco Scientifico e Tecnologico "Luigi Danieli" di Udine [8], gestito dal consorzio Friuli Innovazione, l'incubatore d'imprese ICT Techno Seed[9] e la fiera dell'innovazione "InnovAction"[10]; i progetti d'impresa presentati dall'Ateneo hanno inoltre vinto il Premio Nazionale dell'Innovazione nel 2003, 2004 e 2006.

Nel 2004 ha visto la luce, su spinta dei docenti dell'Ateneo udinese laureatisi alla Normale di Pisa, la Scuola Superiore dell'Università di Udine, l'istituto d'eccellenza dell'ateneo friulano.

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine è stato inaugurato nel 1997, il progetto porta la firma dell'ingegner Giuliano Parmegiani e dell'architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore.

Udine è sede arcivescovile.

Media


Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Udine:

Giornali

settimanali:

Televisioni



Eventi

  • manifestazioni del ciclo Udine porta a Oriente:
Calendidonna (marzo), festival delle lettere, arti e scienze al femminile.
Far East Film Festival (aprile), dal 1997 Udine ospita una delle più importanti vetrine mondiali dedicate alla cinematografia asiatica. Organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche, si svolge ogni anno tra aprile e maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e nelle sale del cinema Visionario.
Vicino/Lontano - Premio Terzani (maggio), manifestazione culturale sul tema delle identità e delle differenze che si svolge dal 2005 dal giovedì alla domenica con dibattiti e conferenze tematiche che vedono la partecipazione di filosofi, scrittori, giornalisti e studiosi. Durante la manifetazione nella serata del sabato al Teatro Giovanni da Udine viene assegnato il Premio letterario internazionale intitolato al giornalista e scrittore Tiziano Terzani. Gli incontri, nelle prime edizioni si sono svolti presso la chiesa sconsacrata di San Francesco e all'ex mercato del pesce, nel 2008 si sono concentrati nella zona di piazza Libertà: nella sala Ajace della loggia e in un tendone apppositamente allestito sullo sterrato della piazza.
  • Maratonina Città di Udine (maggio)
  • Festival internazionale di chitarra (giugno), si svolge nel salone del Parlamento al Castello
  • Free Cormor Rock (giugno), rassegna musicale e sportiva che si tiene presso il parco del Cormor
  • Udine Pedala (giugno), è una pedalata non competitiva che si tiene annualmente ed è aperta a tutti. La manifestazione è particolarmante famosa per essere entrata per ben due volte nel guinness dei primati col record di partecipanti, la prima volta nel 1999 in cui alla partenza si presentarono 33.000 iscritti. L'anno successivo, nel 2000, presero parte alla gara 48.015 persone battendo così il precedente record.[11] Nel 2006 ha cambiato denominazione in UdinBike.
  • Rally del Friuli e delle alpi orientali (agosto)
  • Friuli doc (settembre), è una rassegna enogastronomica che si tiene dal 1995 nelle principali piazze e vie del centro storico cittadino in cui vengono allestiti stand e punti di ristoro. La manifestazione si svolge nell'arco di quattro giorni, dal giovedì alla domenica ed ha come motto vini, vivande, vicende, vedute. L'edizione che ha sinora avuto più successo (2007) ha visto la presenza di oltre un milione e duecentomila visitatori.

Frazioni

Baldasseria, Beivars, Casali Sartori, Chiavris, Cormor, Cussignacco, Gervasutta, Godia, Laipacco, Molin Nuovo, Paderno, Paparotti, Rizzi, San Bernardo, San Domenico, San Gottardo, Sant'Osvaldo, Sant'Ulderico, Vât, Villaggio del Sole

Da quando esistono le circoscrizioni, gradualmente non sono state considerate più come frazioni, ma come quartieri appartenenti alle sette circoscrizioni cittadine. L'indicazione "frazione" è sparita anche dai cartelli stradali posti ai confini, in ingresso e in uscita, dai quartieri. Alcune sono periferiche al centro storico, come Cussignacco, Laipacco, Godia, Paparotti, altre sono appena fuori, come Chiavris, una zona circostante ad una rotatoria inserita in piena città, per la quale oramai il termine frazione è del tutto fuorviante.

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Essendo Udine una città situata i

do Udine una città situata in prossimità dei confini con Austria e Slovenia è interessata dal passaggio di importanti vie di comunicazione. Fra le principali ricordiamo:

Funge da raccordo per alcune delle principali strade statali della zona. Iniziano qui la SS56, la SS54, la SS353, la SS464 e la SS352.

Trasporto urbano

Il mezzo di trasporto più utilizzato è l'automobile, con una media di 65 auto private ogni 100 abitanti. Udine è una delle città in Italia con il maggior consumo pro capite di carburante.[14] Il traffico urbano, specie negli ultimi anni, è molto consistente, spesso critico nelle zone del centro come Via Poscolle, Via del Gelso, Via Zanon o nei dintorni come Viale Leonardo da Vinci, Viale Cadore, Piazzale Osoppo (la zona più inquinata dalle polveri sottili), Viale della Vittoria, Viale Palmanova e Via Martignacco.

Il principale mezzo pubblico è l'autobus, che risulta essere molto utilizzato. La Società Autotrasporti Friuli-Venezia Giulia (SAF) gestisce il trasporto urbano. Sono attive 12 linee urbane, più altre linee speciali istituite nel periodo scolastico. Attualmente è, in Italia, la città con il minor impatto ambientale dei mezzi pubblici[14]

Progetti

Fra i prossimi progetti per la viabilità Udinese sono menzionabili il progetto per l'allargamento della tangenziale fino alle frazioni del nord-est del territorio comunale, i numerosi interventi, talvolta criticati, di inserimento delle rotonde e la semaforizzazione completa di piazzale Chiavris.

Ferrovia [modifica]

La stazione di Udine riveste un ruolo di fondamentale importanza per la città e per i collegamenti con le altre città del Friuli.

Udine è capolinea di 5 linee ferroviarie:

Dall'8 giugno 2008, il comune di Udine ha anche un'altra stazione, situata nella zona orientale, nella frazione di San Gottardo. La stazione di San Gottardo si trova sulla linea ferroviaria Udine - Cividale.

Esistevano in precedenza progetti di collegamento con Majano di cui rimangono tuttora delle tracce come il viadotto che passa sopra il Cormor nei pressi di Pagnacco, un viadotto in rovina che doveva passare sopra Viale Vat e il terrapieno che segue il percorso dalla periferia di Udine fino a Pagnacco. Altro progetto era la ferrovia Udine - Portogruaro il cui tratto comincia a Lestizza e termina nei pressi di Teglio Veneto; l'intero percorso ora è utilizzato come strada provinciale denominata SP95.

Ferrovia

Collegamenti diretti [modifica]

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